8 maggio 2016

Novità libri. Le mie scelte di maggio 2016



“Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, 

persino da te stesso”

(Daniel Pennac)



Questi i miei titoli di maggio.


Caffè amaro - Simonetta Agnello Hornby




Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

Testo di presentazione inedito di Simonetta Agnello Hornby:

Io i libri li “vedo”, li “sento” e li “annuso”, prima e durante la stesura – dall’inizio alla fine. Come un film. Pensato da cinque anni, “ibernato” durante la stesura di altre opere, trascurato nel corso delle riprese di Io&George, ma mai dimenticato, Caffè amaro è stato il fedele compagno a cui tornavo la sera, nei momenti di solitudine, e che talvolta mi sfruculiava – “Non dimenticarti che ci sono anch’io!” –, riportandomi al mio posto di osservatrice nascosta nel giardino profumato di casa Marra, regno della casta Maricchia, l’anziana vergine valdese rimasta devota alla sua fede nonostante il diminutivo affibbiatole in Sicilia: vedevo i vestiti semplici di Maria, la ascoltavo suonare Chopin… gustavo i pranzi da Alfredo, rabbrividivo sentendo le bombe che cadevano su Palermo… pativo le frustrazioni di Giosuè e mi rasserenavo nella quiete della sublime villa di Altarello.
La lunga gestazione ha permesso a Caffè amaro – a differenza di quanto accaduto agli altri miei romanzi – di crescere e trasformarsi, di divagare e poi ritrovare la sua strada: quella di una grande passione tra due giovani diversi per razza e religione ma legati uno all’altra come trizze ’i fimmina. Incapaci di dimenticarsi.

www.agnellohornby.it/

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Dopo di te - Jojo Moyes




"Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. 
Ci si sente sempre disorientati 
quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante… 
C’è fame in te, Clark. C’è audacia. 
L’hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente. 
Vivi bene. Semplicemente, vivi!” 


Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? 
Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? 
Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.
È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

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Scomparsi - Caroline Eriksson



Il marito e la figlia sono svaniti nel nulla.
Ma lei non è sposata e non ha mai avuto figli…

Nessuno mente.

Nessuno dice la verità.

Tutti hanno dei segreti.


Intorno a lei c'è solo silenzio. 
Greta si sveglia e si rende conto che Alex e Smilla non sono ancora tornati. Erano scesi dalla barca per fare una passeggiata sull'isola che si erge in mezzo al lago Maran, mentre lei era rimasta a bordo a riposare. Ormai però il sole sta sparendo dietro gli alberi, disegnando lingue color sangue nel cielo, l'acqua è fredda e immobile come pietra e Greta non sente né la voce rassicurante di Alex né la risata argentina di Smilla. Scende a terra per cercarli ma, poco dopo, capisce che non sono più su quell’isoletta. Sono svaniti nel nulla. Greta allora torna indietro, nella casa in riva al lago dove stanno trascorrendo qualche giorno di vacanza. Niente neanche lì. E al cellulare di Alex scatta inesorabile la segreteria telefonica. A Greta non rimane quindi che rassegnarsi, raccogliere tutto il suo coraggio e andare alla polizia per denunciare la scomparsa del marito e della figlia. Alla piccola centrale del paesino più vicino, l'accoglie una giovane agente. L'ascolta, fa qualche verifica al computer. E le annuncia che lei non è sposata e che non ha mai avuto figli.
Chi sono allora Alex e Smilla? Perché sono scomparsi?
E cosa nasconde Greta? Qual è la sua storia?
Sta mentendo o è proprio lei l’unica a dire la verità?

"Scomparsi"  è diventato un caso editoriale e i diritti di traduzione sono stati venduti in 22 paesi in una sola settimana. Caroline Eriksson è considerata la nuova promessa del thriller psicologico.


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Lo strano viaggio di un oggetto smarrito  Salvatore Basile




È la storia di un ragazzo 
che ha dimenticato cosa significa essere amati.
È la storia di una ragazza 
che ha fatto un patto con la felicità, nonostante il dolore.
È la storia di due anime 
che riescono a colorarsi a vicenda 
per affrontare la vita senza arrendersi mai.


Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.


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Stanotte guardiamo le stelle 
Alì Ehsani e Francesco Casolo




Afghanistan, anni novanta. Alì è un ragazzino che trascorre le giornate tirando calci a un pallone con il suo amico Ahmed, in una Kabul devastata dalla lotta tra fazioni, ma non ancora in mano ai talebani. La città non è sempre stata così cupa, gli racconta suo padre, ma ad Alì, che non ha mai visto altro, la guerra fa comunque meno paura delle sgridate della maestra o dei rimproveri della madre. Il giorno in cui, di ritorno da scuola, trova un mucchio di macerie al posto della casa di famiglia, quella fragile bolla di felicità si spezza per sempre. Convinto di aver solo sbagliato strada, si siede su un muretto e aspetta Mohammed, il suo fratello maggiore, a cui spetta il compito di spiegargli che la casa è stata colpita da un missile e che i genitori sono morti. Non c'è più niente per loro in Afghanistan, nessun futuro e nessun affetto, ma "noi siamo come uccelli e voliamo lontano" gli dice Mohammed, che lo convince a scappare. In quello stesso istante, l'istante in cui inizia il loro grande viaggio, distesi in mezzo ai bagagli sul portapacchi di un furgone lanciato verso il Pakistan, il diciassettenne Mohammed diventa per Alì un padre, il miglior amico e, infine, un eroe disposto a tutto pur di mantenere la promessa fattagli alla partenza: Alì tornerà a essere libero e a guardare le stelle, come faceva da bambino quando il padre gli spiegava le costellazioni sul tetto di casa nelle sere d'estate. Dal Pakistan all'Iran, e poi dall'Iran alla Turchia, alla Grecia e infine al nostro paese.

 Intervista sul libro - Garzanti Editore
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Borderlife - Dorit Rabinyan



È autunno, a New York. Il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati, finché puoi! Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi, color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie a una borsa di studio. Ha servito nell’esercito e ama la sua famiglia (Che cosa penserebbero, se lo sapessero?). Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c’è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Che questo amore sia un’isola nel tempo, si dice lei. Un amore a cronometro, un amore a scadenza, la stessa indicata sul visto, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele, verso la vita reale. Finché, mentre oscillano tra l’ebbrezza della libertà e il senso di colpa, scoprendosi accomunati dalla nostalgia per quello stesso sole e quello stesso cielo, la vita reale non bussa davvero alla loro porta.

La storia d ’amore tra un artista palestinese e una traduttrice israeliana è diventata un caso mondiale. 
Il libro, vietato nei programmi scolastici israeliani, è già un best seller. 
Dorit Rabinyan sarà ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino il 15 maggio 2016.


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